Reggio Calabria
Gabriele D’Annunzio definì il Lungomare di Reggio Calabria (ora intitolato a Italo Falcomatà, che di Reggio è stato amato sindaco) “il più bel chilometro d’Italia”. Dove oggi sorge la nuova Reggio Calabria, sorta dalle ceneri dal terremoto del 1783 e da quello, più devastante, del 1908, moderna, urbanisticamente ordinata e costellata di bellissimi fabbricati in stile liberty (tra i quali villa Genoese Zerbi, palazzo Zani, palazzo Spinelli) e di sontuosi giardini mediterranei, un tempo, intorno all’VIII° secolo a.C., i calcidesi dell’Eubea trovarono la loro “terra promessa” costituita da Rhegion sulla costa calabra e da Naxos e Zancle (ora Messina) sulla sponda sicula. A Reggio Calabria ha sede il Consiglio Regionale (la Giunta si riunisce a Catanzaro, dopo la soluzione di compromesso amministrativo creatasi all’indomani del moti del 1970), ma la città si impone come modello culturale di grande dinamicità, incrementata di recente dall’operatività del vicino porto di Gioia Tauro che, assieme all’aeroporto, la collega meglio col resto del mondo e vuole recuperare il rapporto con la storia privatogli in buona parte dalle distruzioni a causa dei terremoti, che hanno lasciato parte delle mura greche e avanzi delle terme romane. Il Museo Nazionale racchiude ricche collezioni archeologiche provenienti dai siti calabresi e lucani, comprese le “pinakes” dell’antica Locri (sono tavolette di terracotta rappresentanti il mito di Persefone), ma anche opere pittoriche del periodo medievale e moderno di Antonello da Messina e di Mattia Preti. I pezzi pregiati del Museo, ad ogni buon conto, sono i “bronzi di Riace”, restituiti casualmente dal mare nel 1973, a soli 300 metri dalla riva, finite in mare presumibilmente a causa del naufragio della nave che dalla Grecia li trasportava verso la terra italiana. Di non trascurabile interesse anche il Duomo (ricostruito dopo l’ultimo terremoto) e i ruderi del Castello aragonese (sec. XV°). Molto suggestivo il fenomeno della “Fata Morgana”, uno spettacolare miraggio che riflette nel mare, ravvicinandoli, i luoghi della costa siciliana che è di fronte alla città, divisi dalla “terraferma” dal mare dello “stretto”.