Palmi
Palmi sorge su uno sperone della costa, alta e frastagliata, tirrenica della Calabria, in prossimità della punta dello stivale, all’inizio della meravigliosa Costa Viola, così chiamata per il particolare colore assunto dalle acque marine. Situata a 40 Km a nord di Reggio Calabria, conta circa 20.000 abitanti.
Adagiata sopra un terrazzo proteso verso il mare, riparata a sud dal colle Sant’Elia, Palmi è ritenuta una città di mare e di montagna, da cui trae i duplici benefici effetti. Leonida Repaci, un noto scrittore palmese, nel descrivere le bellezze del posto, in una sua narrazione identificò il luogo come regalo del Padre Eterno che, impietositosi degli uomini infelici dopo la cacciata di Adamo ed Eva dall’Eden, ricreò sul posto un angolo del perduto Paradiso Terrestre. Le origini di Palmi sono antichissime e affondano le loro radici nel mondo della Grecia Antica. Infatti, nei dintorni di Palmi, sorgeva Taureanum, una colonia della Magna Grecia. Il nome della città deriva dalle tante palme che, insieme ad ulivi secolari, hanno trovato qui il loro habitat naturale.
Il 28 dicembre 1908 la città di Palmi è stata completamente rasa al suolo da un violento sisma che provocò centinaia di vittime e distrusse splendide testimonianze architettoniche del passato, tra cui il prezioso Duomo ed un teatro antichissimo, letteralmente caduti a pezzi dopo il terremoto. In conseguenza a ciò, l’aspetto della città è cambiato molto: adesso è una città moderna, con vaste piazze e lunghi viali alberati che corrono paralleli, proprio per evitare che si ripeta una tragedia simile. La Villa Comunale G. Mazzini è il polmone della città da dove si respira l’aria pura portata dalla brezza marina resa profumata da piante e fiori presenti. Da questo giardino pubblico che si erge alto e sorretto da varie arcate, il visitatore, proprio come se si trovasse sul ponte di una grande nave, gode di una visione panoramica unica che spazia dall’estremità della Calabria, con Scilla in primo piano, allo Stretto di Messina, alla terra di Sicilia, sovrastata dalla ben visibile mole dell’Etna fumante, alla manciata di perle costituite dalle isole Eolie, alla punta di Capo Vaticano, fino alla fertile piana di Palmi e Gioia Tauro. Oltre che per le bellezze naturali e gli incantevoli panorami, da qui si possono osservare degli splendidi tramonti, con il sole che si corica sul mare, nascondendosi dietro il profilo delle isole Eolie. L’incomparabile panorama cosparso di mille luci e colori, si ammira ancora di più dal colle Sant’Elia, da dove inizia l’arcaica bellezza della Costa Viola con la Marinella, dalla caratteristica stradina tortuosa, Rovaglioso dal mitico “Portus Orestis”, Buffari, la Pietrosa di Leonida Repaci, e le spiagge dorate della Tonnara e di Pietrenere. Proseguendo, più avanti, si incontrano le gigantesche gru protese sul porto di Gioia Tauro; Capo Vaticano, Serre e decine di piccoli paesi aspromontani posti come tante macchie bianche disseminate in un immenso tappeto verde. Palmi è situata proprio ai piedi del monte Sant’Elia, incastonata per un puro capriccio della natura, nel più bel diadema della terra calabrese. Alla città di Palmi è riconosciuto il ruolo di guida culturale della Piana per i natali dati a tanti personaggi illustri che si sono affermati nella cultura nazionale, per le significative artistico-letterarie che si perpetuano annualmente e per la presenza di importanti uffici pubblici e scuole superiori dove affluiscono migliaia di utenze provenienti da tutto il circondario.
Notizie storiche
Palmi è nata dalle ceneri della città magno-greca di Taureana, che fu distrutta intorno al X° secolo da un’incursione di Agareni, Siculi e Saraceni. Nonostante il territorio era conosciuto fin dall’antichità, il nome Palmi comparve per la prima volta nel 1060, quando i Normanni, con a capo il conte Ruggero, si mossero da Mileto per scacciare dall’Italia meridionale i saraceni.
Nel 1545 il duca Carlo Spinelli, ottenuto il feudo di Seminara, fortificò una parte del casale di Palmi chiamato Cittadella, cingendola di grosse mura e con quattro bastioni. Gli abitanti, in segno di gratitudine, abbandonarono l’antico nome della città e la chiamarono per circa mezzo secolo con il nome di Carlopoli. L’unica testimonianza della pianta quadrilatera della città fortificata è a Seminara in una lapide marmorea che fu scolpita per ricordare la storica entrata di Carlo V° in quella città nel 1535. Pochi anni dopo, la Cittadella fortificata di Carlopoli venne distrutta dai Turchi.
I palmesi, stanchi di subire le loro continue devastazioni, nel 1554 assalirono gli Ottomani, riportando una vittoria storica e credendo di aver individuato tra i caduti il loro capo Dragut, trasportarono in città la sua testa infilzata in una picca, le armi e le bandiere conquistate. Proprio per questo motivo nello stemma civico della città di Palmi sono impressi, accanto al simbolo di una pianta di Palma, dalla quale prese il nome la città, la testa di un moro, armi, bandiere con la Mezzaluna ed un fascio di verghe, quasi a simboleggiare l’unione del popolo per la conquistata libertà.
Nel 1579 Filippo Spinelli, il figlio del duca Carlo Spinelli, per difendere il popolo da ulteriori incursioni turche, ricostruì uno dei quattro bastioni, chiamato anticamente San Giacomo, che era situato alla fine dell’attuale Viale Rimembranze.