Cosenza
| Piazza Fera - oggi Piazza Bilotti - imbiancata |
Scriveva George Gissing nel 1897 nel volume “Sulla riva dello Jonio”: “ Cosenza ha interessi e meraviglie che danno la tentazione di girarla tutto il giorno. È inadeguato chiamarla pittoresca; a ogni passo, dall'inizio della strada principale al piede della collina fino al severo castello medievale che ne corona la sommità, c'è da stupirsi e da ammirare.”
Il noto critico d’arte Vittorio Sgarbi ama il centro storico di Cosenza, che definisce uno dei più belli in assoluto della nostra penisola. Cosenza è città che, posta come Roma su sette colli, è sempre stata culla di civiltà. La tradizione culturale umanistica per cui ebbe lustro l’Accademia Cosentina, fondata nel XVI° sec. dall’umanista Aulo Giano Parrasio e nella quale operò il filosofo Bernardino Telesio, nel ‘500, tuttora importante centro di studi e ricerche nella città definita la “Atene” della Calabria, è sfociata negli ultimi decenni nella realizzazione dell’innovativa Università della Calabria, ormai tra le più importanti d’Italia. Malgrado la dinamicità e la validissima conformazione urbanistica della città moderna, peraltro a pochi chilometri dal mare di Paola e dall’altopiano della Sila, Cosenza “è” il borgo antico, ricco di monumenti, di storia ed opere d’arte, dal Duomo, risalente al XX° secolo, pregevole costruzione gotico-cistercencense successivamente restaurata, alla neobarocca Chiesa di San Domenico, dal Palazzo dell’Arcivescovado al Museo Interdiocesano, dalla gotica Chiesa di San Francesco d’Assisi al Palazzo dell’Accademia Cosentina, dal Castello normanno-svevo alla settecentesca Chiesa di San Francesco di Paola, passando per viuzze e scalinate, senza dire di Palazzo Arnone e del Teatro Rendano. A due passi dal centro storico, nel vallone di Rovito, c’è poi l’ara dei Fratelli Bandiera, che lì furono uccisi nel 1844 nel vano tentativo di aiutare i fratelli calabresi. Rimangono intatti i valori dei floridi periodi aragonesi e spagnoli, nel tempo rafforzati da quelli del periodo risorgimentale e di una città moderna che riesce, con profitto, a guardare costantemente avanti non dimenticando il proprio grandioso passato.